lunedì 30 marzo 2009

Le t.shirt dei soldati israeliani

" Donna incinta? Un colpo due morti..."

"Un colpo, due morti": il disegno è un mirino di un cecchino che punta direttamente sul 'pancione' di una donna palestinese (nella foto)
-"Usa il preservativo": una mamma palestinese che tiene i braccio il suo bambino morto.
- Un’altra maglietta riporta un fumetto con un bambino palestinese, che nel crescere diventa prima un giovane lanciatore di pietre, poi un miliziano armato.
La didascalia dice "Non importa come inizia, siamo noi a decidere quando finisce la partita".
- "Ogni madre araba deve sapere che il destino del proprio figlio è nelle mie mani".
Notizia tratta dal quotidiano israeliano Haaretz che ha sottolineato la fornitura di t.shirt destinata a diversi battaglioni e brigate dell’esercito per celebrare la conclusione di alcuni corsi d’addestramento. Magliette che hanno fatto la fortuna, in poche settimana, dell’azienda tessile 'Adiv', di Tel-Aviv, specializzata nel rifornire i vari corpi dell’esercito di berretti, t.shirt e pantaloni.

sabato 28 marzo 2009

Preferiscono non farsi conoscere

PDL: CONGRESSO; FI DICE NO A STUDIO SU BASE PARTITO/ANSANON AUTORIZZATA RICERCA 4 UNIVERSITA' FATTA GIA' SU 13 PARTITI (di Paolo Cucchiarelli) (ANSA) - ROMA, 26 MAR - Manchera' alla ricerca nazionale sulle trasformazione dei partiti politici il pezzo piu' pregiato: il Pdl. All'ultimo minuto, quando gia' An aveva detto di si', e' arrivato il no di Fi che impedira' all'Osservatorio italiano sulle trasformazioni dei partiti politici, di fatto una task force che ha monitorato e studiato da vicino i mutamenti che hanno attraversato le 13 formazioni politiche del nostro Paese, proprio il partito che nasce durante il weekend. Il bello e' che a finanziare il progetto, oltre alle universita' di Firenze (Marco Tarchi, che coordina la ricerca), quella di Bologna (professor Aldo Di Virgilio), quella di Cosenza (professor Francesco Raniolo) e Trieste (professoressa Anna Bosco) e' il ministero della Ricerca Scientifica che lo ha ritenuto l'iniziativa di studio ''Progetto di ricerca di interesse nazionale''. La tranche del finanziamento statale e' di 70.000 euro. Lo studio avviato sui partiti ha visto i ricercatori e i professori monitorare, vivisezionare, analizzare da vicino i delegati, la classe dirigente, le aspettative e gli obiettivi della Margherita, dei Ds, poi del Pd come dell'Udeur o del Nuovo Psi. Insomma, tutti, nessuno escluso. Per il Pdl avevano preparato un questionario di 18 pagine rigorosamente scientifico, in parte comune alla ricerca, in parte disegnato ad hoc per sondare nel profondo l'hanimus del nuovo partito. Ma ora non se ne fara' nulla. Tarchi, presidente del corso di laurea in Scienze politiche a Firenze e tra i politologi piu' interessati al mondo del centrodestra e' molto dispiaciuto. La ''grande ricerca'' sui
partiti che cambiano sara' monca, orba del pezzo piu' importante. ''Sono stupito e molto rammaricato - dice Tarchi - perche' sinora tutti i partiti italiani contattati, inclusi Forza Italia e, pochi giorni fa, Alleanza Nazionale, avevano collaborato con ampia e cortese disponibilita' alla ricerca che, comprendendo l'intero sistema partitico italiano, avra' certamente un grave danno dall'impossibilita' di raccogliere i dati relativi al Pdl. E' stata negata l'autorizzazione a presenziare al congresso di fondazione del Popolo della liberta' e a distribuire ai delegati un questionario su cultura politica, organizzazione e strategia del partito''. ''L'accredito al gruppo di 8 ricercatori che avrebbe dovuto distribuire, far compilare e ritirare i questionari non e' stato concesso per 'motivi di sicurezza' - si stupisce il professore - E' la prima volta che l'Osservatorio si vede opporre un diniego, da quando, nell'ottobre 2002, ha intrapreso le sue ricerche, monitorando i congressi di tutti i partiti italiani (ultimo, giorni fa, quello di Alleanza nazionale). Ovviamente, il divieto sara' di pregiudizio alla ricerca condotta, di cui si prevede la pubblicazione in tre volumi nel prossimo anno''. Il professor Di Virgilio ha tenuto i contatti per arrivare a poter effettuare la ricerca. ''Abbiamo avuto due canali. Il comitato toscano di Fi e la fondazione Farefuturo. Da An abbiamo avuto subito un si'. Lunedi', dopo che avevamo presentato tutta la documentazione e la relativa domanda c'e' stato detto che era stato deciso di dire di 'no' a tutte le iniziative analoghe alla nostra. Il nostro pero' non e' un sondaggio: e' una analisi per capire cosa c'e' nel profondo di questo partito. Il no ci ha chiuso ogni possibilita'. Ora abbiamo chiesto, ma non credo che
se ne fara' nulla, di poter fare una rilevazione ex post. Cioe' di avere l'indirizzario degli iscritti e di inviare per posta il questionario. Di fatto - spiega il professore - due sono state le ragioni del diniego alla nostra ricerca: questioni di sicurezza cioe' la presenza del Presidente del Consiglio, 13 ministri e 6000 delegati e appunto il no a qualsiasi sondaggio''.(ANSA).

venerdì 27 marzo 2009

potenziamento di consulblog

L'arrivo di Claudio rinforza la redazione del nostro blog che potrà offrire....qualche bruscolino.

giovedì 26 marzo 2009

INCURSIONI

E' disponibile il quarto numero della rivista Incursioni, intitolato "Il crepuscolo della massa".
E' possibile leggerne l'indice, visitando il sito dell'associazione (www.centrostudimeridie.it) che,fra le altre attività,la edita.

Ha cambiato idea

Mussolini non era un grande statista

mercoledì 25 marzo 2009

Fosse Ardeatine

La notiziola riportata in questo blog lo scorso 18 marzo ha avuto scarsissimo rilievo nella stampa ma purtuttavia ha spinto taluni a polemizzare con il giornalista di AVVENIRE.
Credo piu' interessante pubblicare la lettera pervenuta al citato quotidiano
Ho seguito con molto interesse su Avvenire gli articoli su via Rasella e sul manifesto contestato (c’è stato, non c’è stato) e il documento lasciato dal dottor Vittorio Claudi, che ne ricorda l’affissione in piazza Verdi, e gradirei che il suo giornale mi desse la possibilità di dare il mio modesto contributo alla verità su quella tragica pagina della nostra storia. Sono Teresa Aguglia Bentivegna [seconda cugina di Rosario Bentivegna, ndr] e al tempo dell’attentato ero solo una bimbetta di tre anni, per cui non posso e non ho infatti alcun ricordo dell’accaduto. Ma, crescendo, ho da sempre sentito raccontare dai miei, con pena sofferta, il racconto dell’attentato e l’eccidio tedesco che ne seguì come rappresaglia. Dico con pena sofferta da parte dei miei, perché il nome dell’attentatore è sempre stato noto alla mia famiglia (allora residente in Sicilia), così come era da sempre noto che il comando tedesco lanciò un ultimatum, tramite manifesti, affinché l’esecutore, o gli esecutori, si presentassero. In caso contrario sarebbero stati fucilati dieci italiani per ogni soldato tedesco morto. Nessuno si presentò, e 320 italiani innocenti pagarono per quella bomba esplosa al passaggio dei soldati del battaglione Bozen che attraversavano via Rasella. L’autore dell’attentato per quel gesto fu insignito di diverse onorificenze, e qualche anno fa la Cassazione ha classificato il suo gesto come missione (o atto) di guerra. A mio parere, il documento del dottor Claudi non fa altro che convalidare ulteriormente una verità che moltissimi hanno sempre saputo. Chi ha negato in tutti questi anni l’esistenza di quel manifesto, evidentemente lo ha sempre fatto in perfetta malafede, mentendo e sapendo di mentire.
Teresa Aguglia Bentivegna, Roma

http://www.avvenire.it/Cultura/Via+Rasella+divide+ancora_200903250900084930000.htm

martedì 24 marzo 2009

Da Repubblica di ieri (titolo)


e di oggi (sottolineatura nostra)

"ROMA - La Commissione europea ritiene che le dichiarazioni del Commissario Ue agli Affari Economici, Joaquin Almunia, riportate dalla stampa italiana oggi siano state presentate in modo "tendenzioso e non responsabile". "I mercati sono sufficientemente nervosi per non aggiungere altro nervosismo" ha detto la portavoce Amelia Torres. "Il commissario Almunia non ha detto quel che leggo" negli articoli", risponde così la portavoce della Commissione europea, Amelia Torres, responsabile dell'Economia, che parla di "articoli tendenziosi, non molto seri e non molto responsabili... La situazione è abbastanza seria ed i mercati sono così nervosi che non è proprio necessario rincarare la dose". La portavoce ha ricordato le parole del commissario europeo all'Economia, Joaquin Almunia, il quale ieri in una conferenza si è limitato a dire che "ci sono alcuni Paesi che in passato non hanno fatto gli sforzi necessari... che hanno un grosso debito, e non sono ora nella migliore delle situazioni per avere dei margini di manovra". La portavoce ha ricordato del resto che si tratta dello stesso giudizio contenuto "nel parere della Commissione europea sul piano di stabilità italiano aggiornato, parere che è stato fatto proprio dal Consiglio Ecofin".

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